Obiettivi, strategia e metodo

OBIETTIVI: mitigazione del pericolo idraulico, tutela e incremento della qualità ambientale dei comprensori di bonifica.

 

STRATEGIA: la mitigazione del pericolo idraulico si persegue principalmente mediante la logica dell’”autocontenimento” e della laminazione delle piene oltre naturalmente ad un’attenzione particolare alla risoluzione delle criticità locali.




La strategia dell’”autocontenimento” e della laminazione delle piene si attua attraverso: 

• il recupero delle PERTINENZE FLUVIALI;

• la realizzazione di CASSE DI ESPANSIONE e/o AREE DI ESONDAZIONE CONTROLLATA;

• la modifica delle difese idrauliche attive di aree a bassa vulnerabilità.

Il recupero delle pertinenze fluviali, nonché la particolare attenzione nella progettazione e realizzazione dei sistemi di laminazione fluviale, devono costituire opportunità di tutela e/o riqualificazione ambientale.

 

METODO: l’attività tecnico-operativa del Consorzio di Bonifica della Toscana Centrale è organizzata secondo schemi pluriennali, attuati in programmi annuali e si distingue in manutenzione ordinaria (manutenzione tramite sfalcio della vegetazione, manutenzione dei sistemi mobili di difesa idraulica, altri interventi di manutenzione delle opere, rinfiorimenti, etc.), manutenzione straordinaria, realizzazione di opere ed attività di servizio tecnico (studi, progettazioni, direzioni lavori, collaudi, etc.).

 

 

MANUTENZIONE TRAMITE SFALCIO DELLA VEGETAZIONE: lo sfalcio della vegetazione serve a controllare l'efficienza delle opere ed eseguire le manutenzioni necessarie alla sicurezza idraulica e contribuisce ad aumentare la fruibilità estiva dei corsi d’acqua da parte di consorziati, cittadini e turisti. Gli interventi di manutenzione tramite sfalcio sono costituiti solitamente da almeno due passaggi: il primo nel periodo primaverile (maggio-giugno) serve a verificare le condizioni di stabilità ed efficienza delle opere idrauliche ed eventualmente sfruttare il favorevole periodo estivo per i ripristini necessari; il secondo nel periodo pre-autunnale (settembre-ottobre) serve a liberare i manufatti idraulici in modo da garantirne la massima efficienza durante la stagione con maggiori precipitazioni; solo in alcuni casi è previsto un terzo passaggio nel periodo intermedio (luglio-agosto).

In aperta campagna o laddove non sono presenti opere idrauliche significative la strategia operativa del Consorzio di Bonifica della Toscana Centrale, in linea con le più avanzate teorie di ingegneria ambientale, tende a conservare l'aspetto naturale dei corsi d’acqua, caratterizzato spesso da spontanee macchie folte di vegetazione, Tali scelte operative, sebbene spesso impopolari, contribuiscono a preservare e a migliorare nel tempo le qualità naturalistiche dell'ambiente fluviale e quindi anche della risorsa idrica.

Per i tratti in cui è necessario sfalciare, grazie ad una convenzione con la sezione zoologica La Specola del Museo di Storia Naturale dell’Università degli Studi di Firenze, il Consorzio di Bonifica della Toscana Centrale si avvale della collaborazione di zoologi specializzati per individuare le specie animali presenti, concordare il periodo migliore per svolgere i lavori e studiare gli accorgimenti tecnici che permettano di interferire al minimo con la riproduzione di anfibi, rettili, uccelli e mammiferi.

 

 

MANUTENZIONE DI PORTELLE: in concomitanza con la manutenzione tramite sfalcio il Consorzio di Bonifica della Toscana Centrale provvede ad effettuare una ricognizione dei tratti arginati dotati di sistemi mobili di difesa idraulica di propria competenza al fine di verificarne le condizioni strutturali e l’efficienza.

I sistemi mobili di difesa idraulica (portelle, paratoie, valvole, etc.) servono a garantire il regolare scorrimento delle acque meteoriche dagli abitati e dalle campagne nei corsi d’acqua e ad evitare invece che in caso di piena le acque alluvionali defluiscano in seno contrario. Se non mantenuti in buone condizioni, questi semplici manufatti rischiano di compromettere l’intero funzionamento di opere strategiche (argini, canali scolmatori, etc.) fondamentali per il contenimento del rischio idraulico. Solitamente l’attività di manutenzione delle portelle serve a liberare i meccanismi dalla vegetazione infestante e a ingrassare le parti mobili; tuttavia, specie dove per anni è mancata una manutenzione costante, è necessario effettuare una manutenzione più attenta che spesso può comportare anche la sostituzione totale dell’oggetto. Le lavorazioni consistono sostanzialmente nella ripulitura dei tratti di imbocco e sbocco, nella stasatura di tombini, nella manutenzioni degli organi di regolazione delle paratoie, nell’installazione di ringhiere di protezione, nella sostituzione di portelle e di altri sistemi di sbarramento presenti nei pressi di alcuni varchi di sponda.